Nelle prossime righe risponderò
alle domande poste in questa o introduzione,
chiarendo forse qualche dubbio e fornendo alcune risors
aer
ulteriori approfondimenti.
un architetto, non come un designer.Per capire meglio la differenza tra un architetto dell’informazione Acai e un designer potrà essere utile l’analogia con la differenza
che intercorre tra un architetto (di edifici) e un designer
d’interni.
L’architetto tradizionale si occupa innanzitutto della struttura, dei
percorsi e di altri aspetti fondamentali
quali la disposizione delle tubature
o dell’impianto elettrico. Se l’architetto non dovesse svolgere
questo lavoro al meglio, l’edificio potr
bbe crollarci sotto i piedi,
oppure potrebbe non soddisfare le esigenze delle persone che lo devono abitare,
oppure ancora, per paradosso, potrebbero non esserci abbastanza camere da
letto.
Il designer d’interni, invece, si preoccupa del colore, della disposizione
e dello stile d’arredamento, dei tendaggi, delle superfici, dell’armonia
d’ambiente. Cerca cioè di dare un certo look alle camere o fare
in modo che certi colori e stili siano costanti in tutto l’edificio.
Con questo non si vuol dire che un lavoro è più facile o difficile dell’altro. Si tratta semplicemente di due lavori diversi. Esisteranno comunque delle sovrapposizioni (l’architetto, ad esempio, dovrà occuparsi dell’armonia visiva e il designer dovrà invece tener conto di percorsi e accessi), ma in generale le due discipline si completano a vicenda. Non chiedereste mai ad un designer d’interni di progettare la vostra casa, così come non la colorereste mai con uno schema di colori partorito da un architetto…
Se spostiamo la prospettiva allo sviluppo web, il parallelismo rimane. L’architetto dell’informazione generalmente non deve possedere una grande esperienza nell’identità di marca, nei colori, nel layout e in certe forme di comunicazione visuale che sono di competenza del designer. Resta una figura con una preparazione nella categorizzazione, nell’XML, nella creazione e organizzazione dei contenuti, nell’interaction design e nel navigation design. La sua competenza è relativa alla struttura dell’informazione.
Il seguito dell’articolo è dedicato a quando, dove e come questa abilità vengono applicate.
Il momento migliore per coinvolgere un architetto dell’informazione
è all’inizio dei lavori di sviluppo. Così come non chiamereste
un vero architetto nel momento in cui il tetto sta per essere posato su muri
tutti storti, è in genere un buona idea chiamare un esperto prima di
incorrere, con un sito web, in grossi problemi.
In ogni caso, a proposito del progetto in corso, egli avrà bisogno
di comprendere:
• Obiettivi e bisogni dell’utente
• Obiettivi commerciali e gestionali
• Ostacoli tecnici
• Ostacoli relativi al contenuto
• Ostacoli di progetto
La comprensione degli obiettivi e dei bisogni dell’utenza non è certo una novità per chiunque si sia imbattuto professionalmente in problematiche legate all’usabilità. Tuttavia, ci potranno ancora essere persone poco vicine al mondo di Jakob Nielsen. L’ambito principale di un architetto dell’informazione è la costruzione di strutture di informazioni che siano facili da capire e utilizzare; dovrà quindi far coincidere gli scopi commerciali con gli obiettivi degli utenti, realizzare tutto questo all’interno dei vincoli imposti dal progetto (deadline, risorse, budget, eccetera), dalle questioni tecniche (linguaggi di sviluppo, database, eccetera), e dalla modalità di produzione dei contenuti (gestione del personale, collaboratori esterni, eccetera).
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